Gli aquiloni

Centro per la cura dei disturbi dell'alimentazione

Cura

Le ricerche teoriche e cliniche più avanzate, sembrano indicare che per i Disturbi Alimentari più che un metodo specifico, ciò che funziona è riuscire a individuare l’approccio di cura più adatto alla soggettività della persona (Caputo).

Sembra che questa malattia per i pazienti sia una cura, un qualcosa di cui occuparsi, la definiscono spesso con la parola “disagio”, un qualcosa di esistenziale più o meno profondo, per il quale hanno “smesso di sentire”, tanto da rendere ai loro occhi molto desiderabile un’esistenza da anoressico o da bulimico, o più in generale, vivere ossessionati dal cibo.

Compito del terapeuta è avvicinarsi a questo disagio, sentirne la sofferenza ed il peso, attraverso un iter terapeutico personalizzato il più possibile e costantemente in evoluzione con la persona che ne è il protagonista. Adottare un approccio sperimentale in cui paziente e terapeuta esplorano insieme questo “non sentire” o questo “sentire troppo”, accettando le convinzioni e i valori della persona come genuini.

Negli anni sempre più numerosi sono divenute le applicazioni di questo metodo nel trattamento di quei disturbi in cui la percezione e la consapevolezza del corpo subisce una seria alterazione.