Gli aquiloni

Centro per la cura dei disturbi dell'alimentazione

Perché mangiamo?

“Cibo come nutrimento…”

Innanzitutto…

è negli alimenti che si trovano i nutrienti (proteine, carboidrati, grassi, vitamine, minerali, acqua), cioè quelle sostanze utili al nostro organismo per ricavare energia, costruire nuovi tessuti o riparare quelli vecchi, regolare le proprie funzioni e rinforzare i meccanismi di difesa.

 

L’alimentazione riguarda l’assunzione di alimenti e la loro digestione, per assicurare il normale svolgersi delle funzioni fisiologiche; la nutrizione invece è l’insieme dei processi mediante i quali l’organismo utilizza i nutrienti contenuti negli alimenti.

 

Dal momento in cui il cibo entra nella nostra bocca comincia la digestione. Il cibo viene masticato, triturato, mescolato con la saliva, scomposto in particelle più piccole, attaccato dagli acidi e dagli enzimi, trasportato e trasformato lungo l’apparato digerente; i nutrienti attraversano la barriera intestinale ed entrano in circolo nel nostro organismo, mentre le sostanze non digeribili e i prodotti di scarto, vengono eliminati.

Nessun alimento può essere definito nutrizionalmente completo, in grado cioè di soddisfare da solo i fabbisogni dell’organismo, ad eccezione del latte materno nei primi mesi di vita.

 

Lo stato di buona nutrizione si raggiunge con l’introduzione di una alimentazione bilanciata che fornisce tutti i nutrienti essenziali per il fabbisogno corporeo.
Uno stato di  malnutrizione si riferisce ad un inadeguato, scarso o eccessivo, apporto di nutrienti.

 

“…Nutrimento che non è solo cibo”

 
- Cibo come tradizione. È nei piatti tipici e tradizionali che si conserva spesso una parte importante della cultura di un popolo, di una regione, che si tramandano vecchi saperi e valori.
- Cibo come amicizia. L’offerta di cibo è il primo gesto di amicizia, in ogni parte del mondo.
- Cibo come ritrovarsi. Per una famiglia spesso è il momento del pranzo, della cena, l’occasione per riunirsi e ritrovarsi insieme. Ed è in tavola che affiora sempre un po’ di noi: i gesti della convivialità, i piccoli impacci, le ruvide cortesie, gli sbalzi di nervosismo, le storie individuali con i loro intrecci…
- Cibo come festa. Non si può pensare a nessuna occasione di festeggiamento, in tutti i luoghi e tempi, senza un ricco buffet o senza le portate più importanti.
- Cibo come approfondimento di un rapporto. A tavola, vuoi per un appuntamento di lavoro o di piacere, ci si lascia andare di più. E il tutto diventa un’occasione di comunicare, difficile da ricreare altrove.
- Cibo come piacere. Il piatto fumante davanti ai nostri occhi, il profumo, il gusto dell’assaggio, poi l’appetito saziato… sono tutte sensazioni estremamente piacevoli.
- Cibo come rituale. L’attenzione nel preparare la tavola, per sé e per gli altri, la disposizione delle cose e dei piatti, la cura nel cucinare i propri piatti preferiti, o quelli delle persone a noi care… momenti preziosi, da ritagliarsi come antidoto alla frenesia dei tempi d’oggi, e da pensare come gesti per prendersi cura di sé.
- Cibo come coccola. Stupendi manicaretti, il cioccolato, il cognac dopo pasto… Sono attimi preziosi che dedichiamo a noi stessi, quasi come una carezza.
- Cibo come atto sensuale. Il miglior preliminare all’intimità?

Una cena! Con tutti gli ingredienti giusti: l’atmosfera, i sapori, i gesti… e l’amore.